Lampedusa è l'isola più meridionale d'Italia e d'Europa, anzi la più vicina al continente africano. Le splendide acque turchesi sono in netto contrasto con il paesaggio e i villaggi aridi e desertici. È qui che la nostra Associazione ha con fatica e perseveranza ha costruito il Centro Recupero più di 30 anni fa, sostenendo il Progetto Tartarughe del WWF Italia.

La prima sistemazione del Centro Recupero Tartarughe di Lampedusa era spaziosa con un bellissimo giardino dove erano sistemate le vasche per le tartarughe marine portate da pescatori e da gente del posto. Tuttavia, non era una posizione comoda: essendo lontano dal mare, era difficile rifornirsi di acqua marina. Il Centro si è trasferito nel 2009 presso la Stazione Marittima, un edificio utilizzato dalla Guardia Costiera italiana, che si trovava all'ingresso del porto e consentiva un facile accesso per visitatori e pescatori. Nel febbraio 2020 il Centro si è trasferito nell'estremo sud-est dell'isola, ospite di Acquacoltura Lampedusa, dove lo spazio è impreziosito da vasche davvero speciali con acqua diretta dal mare a temperatura ottimale, dove le tartarughe possono essere curate e mostrate ai visitatori e ai pescatori a scopo educativo senza essere disturbate. In un edificio separato sono ospitati il laboratorio e la sala operatoria. Durante i mesi estivi, il Centro è aperto al pubblico dalle 17:00 alle 19:00 dal lunedì al sabato. Si prega di controllare i nostri social media per gli orari precisi e per organizzare una visita nei mesi invernali.
   

Il Centro Recupero ospita circa 200 tartarughe all'anno, la maggior parte delle quali vengono catturate accidentalmente dai pescatori. Altre sono portati dalle squadre del WWF di varie parti della Sicilia, o da turisti o residenti locali. Tutti gli sforzi sono supportati dalla Guardia Costiera, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza.

Il Centro Recupero si affida agli sforzi dei volontari per realizzare i propri obiettivi principali. Puoi conoscere le nostre tartarughe residenti (leggi di più), le attività veterinarie, ma anche imparare sulla sostenibilità, gli ecosistemi oceanici del Mediterraneo e incontrare i nostri meravigliosi volontari italiani e internazionali. Potresti ascoltare storie di sforzi e difficoltà, nonché enormi successi di recupero dall'impegno di biologi, ambientalisti e veterinari che sempre gratuitamente prestano la loro opera a salvaguardia della specie in pericolo di estinzione.

Le tartarughe che abbiamo ospedalizzato e curato hanno sofferto di vari problemi o ferite spesso collegati all'interazione umana. Ad esempio, alcune hanno rischiato di perdere tutte le pinne a causa delle costrizioni di lenze e reti, altre sono quasi annegate, altre a causa della malnutrizione per l'ostruzione del tratto digerente a causa della plastica e alcune hanno sofferto di infezioni polmonari causate dall'inquinamento. Grazie al nostro laborioso team e ai gruppi coordinati da Daniela Freggi ed alla preziosa consulenza del Prof. A. Di Bello del Dipartimento di Medicina Veterinaria dove opera la Sea Turtle Clinic dell'Università di Bari, quasi tutte le tartarughe qui sono in grado di ricevere le attenzioni di cui hanno bisogno con recuperi completi che consentono loro di tornare in mare.

Gli interventi chirurgici vengono eseguiti dopo radiografia diagnostica, ecografia e esami del sangue preliminari. Il nostro tasso di successo chirurgico è alto, ma è piuttosto difficile diagnosticare esattamente i problemi di questi animali antichi, a causa della mancanza di ricerche eseguite su di essi. Si impara costantemente come curare meglio e aiutare le tartarughe marine con nuovi metodi e dati. La chirurgia per le tartarughe marine è precisa e delicata come per qualsiasi altra specie. Nella maggior parte dei casi vengono estratti ami e lenze o vengono curate infezioni e ferite. I veterinari ovviamente prima di ogni intervento applicano il protocollo anestestiologico più idoneo ad ogni caso.

Una delle tecniche chirurgiche utilizzate in questo Centro e messa a punto dal Prof. Di Bello permette di raggiungere il tubo digerente senza aprire il piastrone. Viene praticata un'incisione sulle parti molli vicino alle pinne in modo da estrarre gli organi che sono al centro dell'operazione. La procedura richiede precisione e il mantenimento della pressione e delle condizioni interne sugli organi estratti per mantenere in vita la tartaruga. Quando l'operazione è completata, la tartaruga può essere riportata subito in vasca. I trattamenti antibiotici vengono somministrati immediatamente e osservati attentamente seguendo la procedura. Il Centro non rifiuta mai il soccorso ad una tartaruga, anche quando non ci sono più speranze. e tutto questo grazie al prezioso aiuto di pescatori, marinai, volontari e scienziati.

IMG-20220119-WA0034.jpg

Benvenuto al centro!

IMG-20220405-WA0020_edited.jpg

      Il laboratorio

87121250_5710908855625409_68445647230572

      Il Centro Veternariano

Il centro recupero/ clinica veterinaria